Lianora d’Arborea
Scritto e diretto da Gianluca Medas
Nel cortile assolato del castello di Oristano, una bambina gioca.
Si chiama Lianora, e ancora non sa che il suo nome cambierà il destino di un’isola.
Attorno a lei il mondo respira piano: le pietre del castello, i passi delle ancelle, il vento che muove i veli del mattino. È in quell’aria sospesa che compaiono due donne anziane, misteriose e silenziose siedono davanti ad un telaio, e con gesti lenti cominciano a intrecciare fili che brillano come luce viva.
Lianora si avvicina, incuriosita. Ogni filo teso sul telaio rivela un frammento del futuro: battaglie, decreti di giustizia, l’eco del Codice di Eleonora. In quella trama luminosa, la bambina scorge se stessa adulta, regina e legislatrice, custode di una visione che unisce il potere e la pietà.
Il gioco si trasforma in rivelazione. Il destino si svela, ma resta sospeso nel mistero del tempo.
Lianora non comprende ancora ciò che ha visto — ma i fili del telaio hanno già cominciato a tessere la storia di Eleonora d’Arborea, la donna che farà della giustizia la propria eredità.









































